domenica 8 ottobre 2017

Cattivi esempi

Non passa giorno che politici e media non ci bombardino con l'importanza dell'accoglienza dei migranti.

Intanto io tornerei a chiamarli con la definizione corretta di "clandestini" in quanto un migrante è una persona che si sposta da un Paese ad un altro nel rispetto delle regole e con documenti validi. Chi arriva evitando frontiere e controlli è un clandestino.

Detto questo non voglio negare il fatto che una parte di questi clandestini abbia diritto a chiedere asilo per sfuggire a guerre o regimi tirannici. Non voglio nemmeno dire che dobbiamo rifiutare a prescindere l'accoglienza di chi migra per motivi economici.  Ma tra una chiusura totale ed una accoglienza indiscriminata ce n'è di spazio per discutere.

Soprattutto quando l'accoglienza indiscriminata crea svariati problemi di ordine pubblico con molti di questi clandestini che, nell'eterna attesa di una regolarizzazione, restano ai margini della società, senza alcun modo, stimolo o voglia di integrarsi.

Ed allora perché tutta questa propaganda a favore dell'accoglienza? Ma ovvio, perché è un grandissimo business economico attuato da chi si presenta come "umanitario", "caritatevole", "progressista". E poi invece è solo uno sporco sfruttatore che si arricchisce sulla pelle di questi disgraziati e su quella di tanti cittadini italiani onesti i cui diritti finiscono calpestati.

ONG e cooperative che non vogliono mostrare i bilanci, accordi internazionali in cui alla base ci sono sempre fondi statali o comunitari, un sacco di soldi per ogni clandestino anche se poi molti li troviamo a dormire in strada (chi si è intascato quei soldi?).

L'ultimo esempio di una lunga catena è il sindaco di Riace...
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domenica 27 agosto 2017

La bici stressa chi non ce l'ha

Grazie alla polemica lanciata a Trieste di vietare il transito alle bici in aree pedonali (parliamo di zone che attualmente prevedono il transito sia di pedoni che di bici), mi sono reso conto dai commenti che leggo su Facebook di quanto odio ci sia da parte di una fetta di popolazione nei confronti di tutti i ciclisti.

Capisco che molti sono parecchio indisciplinati ma lo stesso si può dire dei pedoni (quanti aspettano il verde per attraversare?) e degli automobilisti (che ne fanno di tutti i colori e causano pure incidenti mortali). Ma a leggere i commenti sui Social sembra quasi che si parli di terroristi, lanciati sulle strade come kamikaze, i soli a non rispettare le regole del Codice della Strada. Che poi a Trieste di bici ne girano pochissime rispetto ad altre città italiane ed europee.

Un po' meno stress ed un po' più di rispetto reciproco non guasterebbe da parte di tutti: automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni.
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martedì 1 agosto 2017

La lenta agonia dei blog

Ormai davvero scrivo pochissimo sul blog. Un po' mi dispiace ma gli altri social hanno proprio cannibalizzato la comunicazione via internet.

All'inizio erano i Newsgroup la forma di comunicazione che andava per la maggiore. Nemmeno l'avvento dei forum mi aveva staccato da certi NG storici come IHM, IHMS, ISM, ecc.. dove avevo fatto le prime vere amicizie virtuali (poi trasformate in amicizie reali). A quei tempi i neonati blog rappresentavano un valido spazio dove postare foto e racconti più complessi da condividere poi sui NG che per loro natura erano estremamente sintetici e spogli.

L'avvento di social sempre più evoluti dal punto di vista della multimedialità con foto, filmati, icone colorate, emoticon, ecc... ha dato il colpo di grazia ai NG che in breve sono scomparsi.

Per un po' ho continuato ad usare il blog come spazio per allargare la comunicazione via FB e Twitter. Ultimamente però trovo la comunicazione sul blog davvero troppo lenta, abituato al veloce botta e risposta di FB e Twitter, grazie anche alle app per gli smartphone che ormai perfino le persone meno tecnologiche si sono abituate ad usare.

Con questo non dico che voglio abbandonare il blog, tutto sommato ci sono affezionato dopo tanti anni passati a scriverci, ma mi rendo conto che è solo la lenta agonia di uno strumento che non si sta più evolvendo ed ogni giorno diventa più antiquato e sorpassato.
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lunedì 3 luglio 2017

Il Bianco e Nero ha ancora il suo perché

Abituati ormai ad un mondo fotografico e cinematografico pieno di colori brillanti ed effetti iperrealistici,  spesso il B/N viene un po' troppo trascurato e snobbato.

Eppure molte volte, delle foto che faccio che a colori sono, tutto sommato, parecchio banali, riviste in chiave B/N, riescono a darmi qualche inaspettata emozione.


Questa foto, ad esempio, fatta durante il concerto dei Fabula a Trieste, a colori risultava poco espressiva. Con il B/N invece sono riuscito ad accentuare i particolari con un aumento della definizione e del microcontrasto. Lasciando poi la birra come unico soggetto colorato, penso di esser riuscito a rendere bene l'effetto "pausa ristoratrice" di questi artisti molto scenografici.

Ed a voi cosa piace del B/N (se vi piace)?
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mercoledì 7 giugno 2017

Niente corsa e niente bici in Porto Vecchio

Con l'apertura del Porto Vecchio dopo decenni di abbandono ed incuria, si sperava in qualcosa di positivo per la città.

Qual è invece l'ultima trovata del Comune di Trieste? Aprire al pubblico la zona più distante dalla città ma bloccare il transito su metà del percorso. E non solo alle auto che, tutto sommato, hanno già Viale Miramare per transitare. No, lo vogliono chiudere anche ai runner ed ai ciclisti!



Una scelta assurda, visti tutti i proclami dell'Amministrazione sulla mobilità sostenibile, la creazione di nuove piste ciclabili, ecc... 

Creano piste ciclabili (progettate da schifo) dove non servono, mentre le strade che già esistono adatte alle bici perché prive di traffico, le chiudono! E non si sa bene nemmeno il perché...

La zona tra l'altro non è delle meglio frequentate, con molti vagabondi, profughi in attesa di asilo, spacciatori, ecc... Avere un costante passaggio di runner e ciclisti comunque garantiva una certa forma di "controllo". Togliere le persone normali da quella zona vuol dire lasciarla completamente in mano agli sbandati. 

Se sono questi i grandi progetti di rivalutazione del Porto Vecchio siamo davvero a posto...

Aggiornamento: Il Sindaco, evidentemente in seguito alle numerose rimostranze dei cittadini, ha affermato che nessuno farà multe ai runner (e, spero, nemmeno ai ciclisti)... Staremo a vedere
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lunedì 5 giugno 2017

Il permissivismo senza limiti

Ultimamente confondiamo sempre di più il giusto desiderio di libertà con il permissivismo senza limiti. Essere liberi da eccessive costrizioni, da censure, da controlli invasivi da parte di organi statali della nostra sfera privata, è cosa giusta. Però quando lo Stato (sotto forma di polizia, magistratura, politica) chiude non uno ma entrambi gli occhi su palesi violazioni delle regole che esso stesso ha emanato, la Società va a rotoli.

E gli esempi sono innumerevoli: divieto di vendere alcoolici e bibite in bottiglie di vetro durante manifestazioni pubbliche ma poi tolleri gli abusivi che lo fanno. E vediamo il disastro che è successo a Torino dove la maggior parte dei feriti sono stati provocati dai cocci di vetro sparsi per terra durante il fuggi-fuggi.
Limiti di velocità infranti (e non di pochi km/h in più ma di svariate decine) e poi, quando capita l'incidente, l'unica cosa che sanno fare i politici è diminuire ancora gli stessi limiti, non di fare rispettare quelli attuali.
Idem con tante altre regole e leggi che alla fine sono solo sulla carta ma non c'è nessuno che le faccia rispettare. E, ad ogni evento che scuote l'opinione pubblica, non seguono maggiori controlli ma solo un aumento inutile e spesso eccessivo delle pene, pene che ovviamente restano solo sulla carta. 

Non servono sanzioni smisurate (tipo multe da 10.000 euro per writers, o da 500 euro per chi fa la pipì per strada), servirebbero sanzioni ragionevoli abbinate alla certezza di doverle pagare quando si sgarra.
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giovedì 4 maggio 2017

Relive per gli appassionati di bici

In questi ultimi anni la tecnologia ha fornito un sacco di strumenti per monitorare i propri progressi sportivi. In bici esistono ciclocomputer che già con costi molto bassi permettono di registrare velocità, cadenza, bpm, altitudine e pure la traccia del percorso effettuato. E persino senza ciclocomputer già un normale smartphone ha delle app che registrano un sacco di dati.

Una delle app più famose è Strava che funziona sia direttamente su smartphone che nella versione computer permettendo di caricare i dati da fonti esterne. 

Tutto questo è utilissimo per le nostre statistiche e per analizzare le nostre prestazioni, però, se vogliamo mostrare i giri ai nostri amici sui vari social, Relive può risultare particolarmente efficace e di grande effetto.

Relive è un servizio web che si appoggia al nostro account Strava per fornire un filmato con l'animazione su Google Maps del nostro percorso con velocità, altitudine e foto scattate durante il percorso. Sicuramente una maniera molto bella per rivedere il proprio giro.


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