venerdì 27 giugno 2014

Sempre più differenziata

A Trieste fra poco partirà la raccolta differenziata anche dell'umido. Agli aumenti delle tasse sulla spazzatura si aggiungeranno quindi anche maggiori incombenze ai cittadini chiamati a passare un bel po' del loro tempo a separare in mille sacchetti diversi categorie sempre più frazionali dei rifiuti che producono.

Se non lo fai o ti lamenti, scatta immediata l'accusa di non pensare al futuro del pianeta, di essere un anti-ecologista. Una brutta persona, insomma.

Certo, a chi gestisce tutto il business dei rifiuti fa comodo questo modo di pensare. Eppure si potrebbe ugualmente essere ecologisti spendendo meno soldi e con molti meno disagi per i cittadini.

La questione è se differenziare la spazzatura a monte o a valle. Cioè se la separazione fra i vari tipi di rifiuti debba venir fatta da chi produce questi rifiuti (singoli cittadini) o se possa venir effettuata in appositi centri una volta raccolta in modo indifferenziato.

I pro del primo sistema sono di ottenere dei rifiuti già parzialmente separati e, a detta degli ecologisti, di rendere il cittadino consapevole dell'importanza di produrre meno rifiuti possibili. I contro sono che le città (e le case) sono piene di mille raccoglitori per tutti i diversi tipi di spazzatura, che sono necessari molti diversi tipi di automezzi per raccogliere e trasportare i diversi materiali, che poi comunque è necessario un centro di raccolta che separi i rifiuti conferiti in quanto ci saranno sempre delle contaminazioni (vetro che finisce nel raccoglitore dell'alluminio, rifiuti organici in mezzo a carta e 100 altre possibili combinazioni anche per la difficoltà oggettiva di sapere alle volte in quale categoria ricada un determinato rifiuto).

A questo punto non sarebbe più economico ed efficiente potenziare i centri di raccolta in modo da separare tutto a valle? Le possibilità già esistono, basterebbe sfruttarle meglio...


16 commenti:

  1. Secondo me il problema vero è che tu fai la separazione, poi passa il netturbino e butta tutto insieme. Non è detto che la raccolta differenziata corrisponda allo smaltimento differenziato. Chi controlla?

    Comunque, come ho scritto più volte sul mio blog, la questione dei rifiuti è un po' una presa in giro, pensiamo per esempio a quelli che contengono più tecnologia o "valore aggiunto", oltre che sostanze preziose come minerali rari, cioè i rifiuti elettronici. Esiste la famosa normativa che obbligherebbe i negozi a ritirare l'usato ma nei fatti nessuno lo fa, meno che meno i centri commerciali. Il risultato è che tutto quello che si può buttare nei rifiuti indifferenziati, per es un telefono, scompare li dentro. Perché nessuno va in discarica per smaltire un telefono. Poi anche quando porti la TV in discarica, sarebbe interessante seguire il percorso che fa da li in poi.

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    1. A Trieste la cosa diventa imbarazzante in quanto abbiamo un termovalorizzatore. Quindi noi dovremmo fare la differenziata ma poi il Comune per mantenere correttamente in funzione il termovalorizzatore deve importare (cosa che già fa) rifiuti da altri comuni (tipico che arrivavano qui pure quelli campani)

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    2. Qui ci sono un tot di inceneritori, praticamente uno ogni 20 Km. Sono abbastanza sicuro che la raccolta differenziata è una cosa sulla carta e una cosa diversa nella realtà, nel senso che in assenza di controlli non sapremo mai cosa finisce dove.

      Se lo smaltimento dei rifiuti fosse una cosa seria non potrebbero girare decine di migliaia di autotreni per scaricare i rifiuti nei torrenti o nelle cave. Viceversa, se lo fanno, significa che la movimentazione e i controlli sono largamente fuffosi.

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  2. Si è mangiato il mio commento?

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    1. Ogni tanto capita con Blogger. Io prima di cliccare su pubblica seleziono sempre tutto il testo e faccio un ctrl+C tanto per non dover digitare tutto di nuovo

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  3. Sì, chitt' e muort di un Blogger!

    Dicevo che non credo sia praticabile (economicamente) fare la differenziazione a valle.
    Sarebbe invece auspicabile modificare il confezionamento di molti prodotti, così da ridurre la quantità di robaccia da buttare.

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    1. sono d'accordo con dalle8alle5. Difficilmente praticabile in grandi città il caso sep a valle. Pensa a quanto lavoro e al monte di spazzatura. Se invece si intervenisse prima sugli imballaggi e poi sull'educazione delle persone, nel tempo i risultati premierebbe di sicuro.

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    2. Sicuramente c'è un uso eccessivo di imballaggi e confezionamenti che andrebbero ridotti, ma esistono già nel mondo impianti che differenziano tutto a valle. Certo, molto più lavoro per l'impianto ma pensate quanto meno lavoro per la raccolta, quanti meno automezzi differenti, cassonetti differenti, ecc... Secondo me si va in pari ma con meno stress per il cittadino.

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    3. Secondo me il problema è mal posto.
      Buttare la carta nei rifiuti indifferenziati non è un problema, non inquina. Buttare una batteria nei rifiuti indifferenziati invece è un grosso problema, non solo inquina ma per fabbricarla servono materiali relativamente costosi.
      La contraddizione consiste nel fatto che la raccolta indifferenziata funziona per la carta ma non funziona per le batterie.

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  4. da noi si è ormai abituati da tempo a differenziare e si è arrivati a circa l'89%. I costi comunque invece di diminuire sono AUMENTATI. I condomini che non la fanno se pizzicati si vedono appioppare delle salatissime multe.

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    1. L'impressione è che sia un grosso business che fa leva su sentimenti ecologisti cui è difficile sottrarsi. In realtà poi non è mai ben chiaro quanto dello sforzo ecologista delle singole persone venga messo a frutto da chi compete e quanto invece vada sprecato (o serva solo per appioppare multe).

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  5. certo che la munnezza da sempre è stata una ricchezza, ce campa un sacco de gente, l'importante che prendano tutti stipendi normali così che quei soldi si spendano in itaja creando altri posti di lavoro.
    i problemi insorgono quando questi grandissimi figli di puttana si autoasssegnano stipendi stratosferici che poi spendono in prodotti esteri o nascondono in paradisi fiscali.
    All'uopo non dimenticatevi del programma del partito degli under 70.000 l'unico che potrebbe ristabilire un minimo di convivenza civile-

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    1. Basta pensare che la trasportiamo fino in Germania per capire quanto valga il business...

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    2. Il termine "business" è un po' ambiguo. Per dire, è un "business" anche andare nei negozi a chiedere il pagamento della "assicurazione" ma non vuol dire che sia veramente un business, infatti sarebbe un reato.

      Allo stesso modo, un conto è ricavare soldi dal riciclaggio dei rifiuti, un altro è spendere soldi per smaltire i rifiuti nel modo più dispendioso possibile. Per dire, invece di spedirli all'estero li potremmo anche sparare nello spazio. Costerebbe ancora di più e sarebbe ancora più un "business".

      Il "business" viene dalla illegalità. Da non confondere col business che viene dalle idee e dal saperle realizzare.

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